In Francia, Germania, Spagna e Grecia, le Comunità Energetiche sono già una realtà consolidata.
Una forma di autoconsumo collettivo, etica e sostenibile, che può contribuire alla diffusione del rinnovabile, alla riduzione delle emissioni di gas serra e all’indipendenza energetica del nostro Paese.
Comunità energetiche: cosa sono
Le Comunità Energetiche o Energy Community sono comunità che producono e condividono l’energia da Fonti Energetiche Rinnovabili (FER), aggregando produttori, auto-consumatori e consumatori di energia.
Possono essere costituite da imprese, organizzazioni, enti pubblici o privati e semplici consumatori, famiglie vulnerabili e a basso reddito, che condividono lo stesso spazio territoriale, ad esempio un condominio, dotato appunto di uno o più impianti di produzione di energia rinnovabile, inclusi nella stessa area e collegati alla stessa cabina primaria..
Per la produzione di energia rinnovabile sono ammessi diversi tipi di impianti:
- fotovoltaici e solari, ideali in qualsiasi zona,
- eolici e marini, ideali lungo le zone costiere,
- idroelettrici e a biomasse solide e legnose in montagna.
Gli impianti possono anche essere messi a disposizione da un produttore terzo, purché siano nella disponibilità della CER e sotto il suo controllo .
I sistemi più diffusi sono gli impianti fotovoltaici con accumulo che permettono di stoccare energia da consumare al bisogno, abbattendo costi, sprechi energetici e impatto ambientale.
Collegando un impianto di questo tipo alla rete di distribuzione nazionale, si diventa Prosumer, in grado di condividere l’energia prodotta in eccesso con altri Consumer.
Comunità Energetiche: come funzionano
A livello normativo in Italia, le Comunità Energetiche Rinnovabili (o CER) sono disciplinate dal Decreto Milleproroghe, in adeguamento alla Direttiva Europea numero 2001, 11/12/2018, nota anche come RED II.
Per creare una CER, occorre dotarsi di autonomia giuridica, atto costitutivo e statuto, sotto varie forme: Associazione, Consorzio, Cooperativa, Cooperativa benefit, Consorzio, Ente del terzo settore, Organizzazione no profit.
Ogni CER deve essere ubicata nello stesso territorio geografico, connessa alla medesima cabina elettrica primaria e alla rete elettrica nazionale.
L’energia elettrica prodotta da FER non auto-consumata rimane nella disponibilità dei Prosumer e può essere valorizzata e condivisa secondo le condizioni di mercato.
Fermo restando che l’obiettivo delle Comunità Energetiche non contempla il profitto, bensì quello di portare benefici ambientali, economici e sociali al territorio in cui è collocata e ai suoi abitanti.
Come entrare in una Comunità Energetica Rinnovabile
Alla CER possono partecipare:
- i produttori di energia rinnovabile, tramite impianti fotovoltaici o di altro tipo (eolico, a biomassa, a biogas, ecc.)
- gli auto-consumatori, ovvero i Prosumer che possiedono gli impianti, producono energia per i propri consumi e condividono quella in esubero con la comunità
- i consumatori con una propria utenza elettrica, o Consumer, che non possiedono gli impianti, per coprire parte dei propri consumi con l’energia elettrica rinnovabile prodotta dalla CER
I Prosumer sono tenuti infatti a condividere l’energia e a darne accesso libero anche ad altri Consumer, sottoscrivendo un regolare contratto di diritto privato.
I Consumer possono entrare in una CER, dopo che è stata costituita, e decidere, in qualsiasi momento, di lasciare la Comunità, secondo le modalità previste dal contratto.
I partecipanti, in quanto consumatori finali, possono scegliere il proprio fornitore di energia elettrica.
Non possono far parte delle CER: operatori del mercato delle energie, amministrazioni centrali, grandi imprese e imprese private con codice ATECO 35.11.00 e 35.14.00.
Possono partecipare invece le piccole e medie imprese, gli operatori industriali e commerciali.
Incentivi statali per la costituzione delle Comunità Energetiche
Le CER possono beneficiare di incentivi sull’energia elettrica auto-consumata.
Il Gestore Servizi Energetici (GSE) riconosce alle CER una tariffa incentivante sull’energia prodotta e autoconsumata, per 20 anni dall’entrata in esercizio dell’impianto FER.
Per accedere agli incentivi gli impianti di produzione da rinnovabile non devono beneficiare già di altri incentivi e devono avere potenza non superiore a 1 MW.
La tariffa è calcolata dal GSE in funzione della potenza dell’impianto (parte fissa) e in base al valore di mercato dell’energia (parte variabile).
Potenza dell’impianto | Tariffa incentivante fissa | Tariffa incentivante variabile |
< 200 kW | 80€/MWh | 0÷40€/MWh |
200 kW < 600 kW | 70€/MWh | 0÷40€/MWh |
> 600 kW | 60€/MWh | 0÷40€/MWh |
Per il fotovoltaico è prevista una maggiorazione fino a 10 €/MWh in base alla localizzazione geografica.
Le CER site in piccoli Comuni, con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, possono inoltre godere di un contributo in conto capitale previsto dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) a copertura del 40% sul costo dell’investimento.
Potenza dell’impianto | Contributo del PNRR in conto capitale |
20 kW | 1.500 €/kW |
< 20 kW > 200 kW | 1.200 €/kW |
< 200 kW > 600 kW | 1.100 €/kW |
< 600 kW > 1.000 kW | 1.050 €/kW |
Le CER godono anche del corrispettivo di valorizzazione ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) sull’energia elettrica autoconsumata, calcolata dal GSE sui consumi effettivi di anno in anno, in base ai corrispettivi determinati da ARERA.
Autoconsumo collettivo: il futuro dell’energia condivisa
L’autoconsumo di energia elettrica prodotta dalle rinnovabili è un modello virtuoso e innovativo di economia circolare dal basso che, oltre a limitare le emissioni nocive, permette di rendere i consumi energetici più equi e sostenibili, anche dal punto di vista economico.
Nelle CER, i consumi diventano motore per la sostenibilità, la condivisione e la solidarietà sociale.
La diffusione di questo modello di consumo contribuisce al benessere del singolo, della collettività e dell’intero paese, portando numerosi benefici:
- spinta alla transizione energetica
- riduzione delle emissioni di gas serra
- riduzione dei costi energetici in bolletta
- propulsione all’indipendenza energetica del paese
- creazione di indotto e di nuovi posti di lavoro a livello locale
- contributo al contrasto del cambiamento climatico e alla decarbonizzazione
Ci piace concludere questo articolo citando Margaret Mead:
“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi e impegnati possa cambiare il mondo. In effetti, è l’unica cosa che è sempre accaduta”.
In effetti per la costituzione di una CER e l’autoconsumo dell’energia prodotta, è sufficiente un gruppo costituito da 2 auto-consumatori che abitano nello stesso edificio, ad esempio un condominio dotato di pannelli fotovoltaici nelle parti comuni.
Per approfondire le configurazioni per l’autoconsumo diffuso, vi invitiamo a consultare il sito del GSE.